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"Ho cercato qualche meta su vari siti per i giovani, ma non mi ispiravano: troppe feste e caos non fanno per me. Poi all'improvviso un'illuminazione: avrei potuto fare una vacanza di volontariato...."

Volevo passare un’estate diversa dalle altre, la prima estate da sola. Mi sono messa davanti al pc e ho cercato qualche meta su vari siti per i giovani, ma non mi ispiravano: troppe feste e caos non fanno per me. Poi all’improvviso un’illuminazione: avrei potuto fare una vacanza di volontariato. Sono andata a cercare su vari siti finché non sono capitata su quello di Libera. Ho guardato un po’ e ho deciso la mia meta: Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Il primo giorno, sul treno da sola, avevo mille pensieri e mille dubbi: avrò fatto bene o male? E se non mi sentissi accettata?ecc… Appena arrivata, però, sono stata accolta con un sorriso e i dubbi sono svaniti.

Ho passato 8 giorni, dall’11 al 18 agosto, meravigliosi conoscendo un territorio bellissimo e ricco di risorse, ma purtroppo lasciato a se stesso, pieno di spazzatura e di abbandono. Ho potuto “sporcarmi le mani” sistemando il bene confiscato in cui dormivamo e ridipingendo la staccionata di un mulino a Gragnano, città della pasta. Ho avuto modo di conoscere più associazioni e molti giovani che, nonostante tutto, ancora credono che qualcosa di bello si possa fare nella loro città. Ho visto i tre beni confiscati che tre diverse associazioni, con l’aiuto ed il sostegno di Libera, stanno cercando di rendere utili per la società: la Casa dell’ambiente e dell’impegno civile, affidata a Legambiente, dove eravamo alloggiati che vogliono far diventare un luogo di studio e aggregazione, la palazzina dell’Asharam nel quartiere di Santa Caterina che è un centro di accoglienza per i profughi, sia africani che dell’est Europa e infine il Circolo della legalità situato in un ex bar sul mare che è un centro di ascolto per tutti coloro che ne sentissero il bisogno. Ho parlato con gli abitanti del posto durante un sondaggio sul riciclo dei rifiuti in spiaggia e scoperto che tanti hanno voglia di un cambiamento, oltre al fatto che le spiagge tornino tutte balneabili.

La raccolta differenziata, infatti, c’è da qualche tempo, ma non viene molto sentita dagli abitanti e più della metà delle spiagge non sono più balneabili per l’inquinamento del mare dovuto alla spazzatura ed al fatto che i fiumi riversino gli scarichi fognari direttamente nel mare. Ho visto le bellezze del monte Faito, così chiamato perché ricco di faggi, della Reggia di Quisisana, residenza estiva dei Borbone di cui si narra che amassero trascorrervi il tempo poiché l’aria era più salubre e delle due ville romane, quella di Arianna e di San Marco. Ho conosciuto il Comandante della Capitaneria di porto che molto ha fatto in questi anni per contrastare l’inquinamento e la pesca di frodo di datteri di mare e fatto un giro in barca a vela fino alla foce del Sarno, uno dei fiumi più inquinati d’Europa. Ho potuto ascoltare la testimonianza di due famiglie di vittime della mafia e ho capito l’importanza del sostegno psicologico ad esse affinché possano raccontare gli avvenimenti successi ai loro cari con serenità nonostante il dolore da loro provato.

Sono tornata a casa più viva e arricchita da un’esperienza che mai avrei immaginato avrebbe potuto darmi così tanto. Ringrazio i miei 8 compagni di avventura che, da tutta Italia, sono arrivati lì con me per intraprendere la mia stessa esperienza, le persone che ho conosciuto e che mi hanno accolto come se fossi stata una della loro famiglia, ma soprattutto i miei tre accompagnatori, uno dell’associazione di Libera e due dell’associazione di Legambiente, che mi hanno portato a scoprire il bello ed il brutto del loro territorio.

Se avete voglia di sporcarvi le mani e rendere il mondo un po’ migliore vi consiglio di intraprendere una vacanza di volontariato. Tornerete magari stanchi, ma con il cuore gonfio di esperienze che cambieranno il vostro modo di vedere e, perché no? La vostra vita.

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